Il presidente Erdogan sente al telefono il suo omologo russo Putin

Secondo una dichiarazione rilasciata dalla Direzione delle Comunicazioni della Presidenza, i due leader hanno valutato gli ultimi sviluppi riguardanti la guerra Russia-Ucraina, in corso dal 24 febbraio...

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Il presidente Erdogan sente al telefono il suo omologo russo Putin

Il presidente Recep Tayyip Erdogan ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo russo Vladimir Putin.

Secondo una dichiarazione rilasciata dalla Direzione delle Comunicazioni della Presidenza, i due leader hanno valutato gli ultimi sviluppi riguardanti la guerra Russia-Ucraina, in corso dal 24 febbraio.

Durante la conversazione telefonica, il presidente Erdogan ha espresso la sua soddisfazione per il positivo completamento dello scambio di prigionieri tra la Russia e l’Ucraina, su cui stavano lavorando da molto tempo, e per il funzionamento dell'accordo di Istanbul, che hanno sviluppato con il sostegno delle Nazioni Unite.

Il presidente Erdogan sottolineando che l'estensione del meccanismo, che scadrà a novembre, è nell'interesse comune, ha affermato che continueranno a lavorare per l'esportazione continua di fertilizzanti e prodotti alimentari russi.

Il leader turco ha reso noto che sono necessarie misure per allentare le tensioni e aprire la strada a sviluppi più positivi e che Mosca dovrebbe adottare misure per facilitare il processo, in particolare la questione dell'annessione di alcune regioni dell'Ucraina alla Russia.

Il presidente Erdogan chiedendo al presidente russo Vladimir Putin dia un'altra possibilità ai colloqui, ha dichiarato che la Türkiye è pronta a svolgere un ruolo di facilitazione nel processo.

Mentre nella dichiarazione rilasciata dal Cremlino in merito al colloquio, in cui si è notato che i legami commerciali ed economici tra i due Paesi stanno procedendo rapidamente e il volume degli scambi è aumentato in modo significativo, è stata valutata positivamente la cooperazione nel campo dell'energia, comprese le spedizioni di gas naturale dalla Russia alla Türkiye e la costruzione della centrale nucleare di Akkuyu.



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