Ankara chiede al Consiglio d'Europa di rispettare il processo giudiziario dei tribunali indipendenti

Riteniamo incoerente mantenere regolarmente la sentenza Kavala all'ordine del giorno, mentre ci sono sentenze più vecchie su varie questioni, che devono ancora essere eseguite da altri paesi...

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Ankara chiede al Consiglio d'Europa di rispettare il processo giudiziario dei tribunali indipendenti
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La Turchia ha affermato che il Consiglio d'Europa deve rispettare e avere fiducia nel processo giudiziario condotto da tribunali indipendenti e imparziali.

In una dichiarazione scritta resa dal Ministero degli Esteri, si osserva che il Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa ha emesso una notifica contenente l'intenzione di deferire alla Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) il caso dell'imprenditore Osman Kavala, il cui procedimento giudiziario è ancora in corso, per determinare se la Turchia abbia attuato la decisione in merito.  

"In conformità con il principio del rispetto del processo giudiziario in corso nel nostro Paese, invitiamo il Consiglio d'Europa a revocare la sua decisione che interferirà della magistratura. Tutti, in particolare il Comitato dei ministri, dovrebbero rispettare e avere fiducia nel processo giudiziario condotto da tribunali indipendenti e imparziali.

La Turchia, che è il membro fondatore del Consiglio, è consapevole delle proprie responsabilità ai sensi della Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Finora sono state attuate dalla Turchia 3 mila 674 sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo, di cui 128 durante quest’anno.

Ci sono ancora molte le sentenze all'ordine del giorno del Comitato dei ministri, che sovrintende all'esecuzione delle decisioni della Corte europea dei diritti dell'uomo.

Riteniamo incoerente tenere regolarmente all'ordine del giorno la sentenza Kavala, mentre ci sono sentenze più vecchie su varie questioni, che devono ancora essere eseguite da altri paesi. L'attivazione di alcuni meccanismi previsti dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo, nei confronti di alcuni paesi, sulla base di considerazioni politiche piuttosto che di criteri legali ed equi, in primo luogo danneggia la reputazione del Consiglio d'Europa.

Se il Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa desidera mantenere l'efficacia del sistema dei diritti umani, dovrebbe porre fine a questo approccio unilaterale e selettivo e affrontare l'esecuzione delle sentenze della CEDU in modo imparziale per tutti i paesi membri”, si legge nella dichiarazione del Ministero degli Esteri.



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