Cavusoglu: “Sono diventato un diplomatico per rabbia contro l'organizzazione terroristica armena”

Il ministro degli Esteri Mevlut Cavusoglu ha dichiarato di aver scelto di diventare un diplomatico per la rabbia contro l'organizzazione terroristica armena...

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Cavusoglu: “Sono diventato un diplomatico per rabbia contro l'organizzazione terroristica armena”

Il ministro degli Esteri Mevlut Cavusoglu ha dichiarato di aver scelto di diventare un diplomatico per la rabbia contro l'organizzazione terroristica armena.

Questa valutazione del ministro degli Esteri turco è arrivata durante il Forum dei Giovani, organizzato ieri sera nell’ambito del Forum Diplomatico di Antalya.

Mevlut Cavusoglu rispondendo alle domande dei giovani presenti a questo forum, ha affermato di essere stato abituato ad alti ritmi di lavoro fin dall'infanzia, durante il viaggio di trasferimento di 3 giorni per trascorrere l'estate sugli altipiani.

"Al liceo ero un buon calciatore. Quando ero uno studente delle superiori, l'organizzazione terroristica armena attaccava i nostri diplomatici e li martirizzava. E io, con rabbia contro di loro ho deciso di studiare le relazioni internazionali per diventare un diplomatico.

A volte le persone attive in campi come lo sport, la società civile e le arti sono più efficaci dei diplomatici. Ho visto l'impatto dello sport mentre ero in parlamento. (...) L'immagine di una nazione, di un Paese è molto importante per noi diplomatici, ma è molto importante anche il successo in altri campi. Per questo motivo prestiamo attenzione alla diplomazia sportiva".

Quando uno dei giovani ha paragonato la conferenza stampa del ministro Cavusoglu con il suo omologo greco, Nikos Dendias, ad Ankara al gioco offensivo nel basket, il ministro degli Esteri ha dichiarato quanto segue:

“Quando è venuto da me prima di quella conferenza stampa e mi disse “non dirò nulla che possa creare polemiche, mi aspetto lo stesso da te”, ed io ho rinunciato di parlare sulla questione del rifiuto (degli immigrati), che pensavo di dire durante la conferenza stampa. Ma, sfortunatamente, è apparso molto aggressivo in quella conferenza stampa. Poi siamo andati ad Atene e non ha detto niente durante la conferenza stampa. Era abbastanza positivo. Ovviamente ero preparato per entrambe le opzioni. Poi, dopo il mio ritorno ha iniziato a parlare ogni giorno, ma noi continuiamo a non rispondere. Le cose che abbiamo da dire le diciamo faccia a faccia. Apparentemente, c’è qualcosa che non è andata giù lì e ora fa una dichiarazione sulla Turchia ogni giorno. Non è né una difesa né un attacco”.



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