Agenda - La Türkiye ha rovinato il teatro elettorale del PKK

L’analisi in merito di Can Acun, il ricercatore per la politica estera /SETA.

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Agenda -  La Türkiye ha rovinato il teatro elettorale del PKK

L’organizzazione terroristica PKK/YPG, che pianificava di svolgere elezioni locali nei territori occupati in Siria sotto la protezione degli Stati Uniti, è stato costretto a rinviare le elezioni a seguito della ferma opposizione della Türkiye. Le elezioni locali, inizialmente annunciate per l'11 giugno, sono state posticipate al 18 agosto. Il gruppo terroristico mirava a ottenere legittimità e riconoscimento internazionale attraverso queste elezioni, che avrebbero coinvolto le regioni di Raqqa, Deir Ezzor, Aleppo e Hasakah, Qamishli, Deir Ezzor, Raqqa, Ayn al-Arab, Manbij e Afrin-El-Shehba, insieme alla zona di Tabqa.

La struttura del PYD/YPG, che è il ramo siriano del PKK, attualmente controlla un'area di circa 50 mila chilometri quadrati nel nord e nell'est del paese. In queste zone, L’organizzazione ha stabilito un dominio su terreni agricoli fertili, vie d'acqua e, in particolare, sulle risorse energetiche. Dal 2014, il gruppo è stato sostenuto e protetto dagli Stati Uniti sotto il pretesto di combattere contro il DAESH. Attualmente, circa un migliaio di soldati americani e numerosi mercenari privati proteggono il PKK sul campo. L’organizzaione pian paino, si sta politicamente trasformando per presentarsi come un attore legittimo a livello internazionale, cercando di stabilire una struttura autonoma. Per questo motivo, ha recentemente tentato di giocare la carta delle elezioni locali. Il Consiglio Democratico Siriano, che funge da organo legislativo del gruppo, ha approvato una nuova legge elettorale ad aprile, creando una Commissione Elettorale Superiore. Inizialmente, le elezioni locali erano previste per il 30 maggio, poi rinviate all'11 giugno. Secondo il piano del gruppo, si sarebbero allestiti seggi elettorali in 6 grandi città, 40 città e 105 comuni, con la partecipazione di 30 partiti politici, alcuni dei quali in alleanza tra loro. Queste elezioni avrebbero coinvolto aree come Jazira, Deir Ezzor, Raqqa, Eufrate, Manbij, Afrin-Shehba e Tabqa. 

Tuttavia, queste elezioni, prive di legittimità democratica e organizzate con la forza dalle armi del PKK, sono state boicottate da gruppi curdi di opposizione come il Consiglio Nazionale Curdo Siriano (SMDK), mentre le tribù arabe hanno dichiarato che non riconosceranno queste elezioni. Demograficamente, le aree sotto il controllo del PKK sono composte per l'80% da arabi, con una presenza di turkmeni in alcune zone. I curdi costituiscono solo una piccola parte della popolazione, molti dei quali sono fortemente contrari al PKK.

La Contromossa della Türkiye

Nonostante le operazioni militari oltreconfine condotte dalla Türkiye abbiano impedito che il progetto del PKK, sostenuto dal Coordinatore per il Medio Oriente e il Nord Africa del Consiglio di Sicurezza Nazionale della Casa Bianca, Brett McGurk, e dal Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM), si trasformasse in uno stato, la lotta continua per la Türkiye. La posizione molto ferma della Türkiye riguardo alla farsa delle elezioni e la chiara manifestazione della sua posizione agli Stati Uniti hanno portato il PKK a fare marcia indietro e a posticipare ancora una volta le elezioni, sotto la pressione degli Stati Uniti.

Il portavoce del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, durante una conferenza stampa tenutasi il 30 maggio, ha dichiarato che qualsiasi elezione in Siria deve essere giusta, libera, trasparente e inclusiva, come stabilito dalla Risoluzione 2254 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Ha inoltre sottolineato che la situazione attuale nel nord-est della Siria non consente lo svolgimento di elezioni in tali condizioni, e che questo punto è stato condiviso con i vari attori della regione. Successivamente, è arrivata la decisione di posticipare le elezioni.

Il Presidente Recep Tayyip Erdoğan, durante l'esercitazione EFES-2024 il 30 maggio, ha detto che la Türkiye sta seguendo da vicino le azioni aggressive del gruppo terroristico, che usa il pretesto del referendum per minacciare l'integrità territoriale del nostro paese e della Siria. Erdoğan ha inoltre affermato che la Türkiye non permetterà mai che l’organizzazione terroristica crei un 'terroristan'  (terra di terrore) immediatamente oltre i nostri confini meridionali, nel nord della Siria e dell'Iraq. In passato abbiamo fatto tutto il necessario di fronte a fatti compiuti, e non esiteremo a intervenire di nuovo se dovessimo trovarci nella stessa situazione," inviando così messaggi chiari alle parti coinvolte.

Il Sogno di Stato dell’organizzazione terroristica

Recentemente, l’organizzazione terroristica PKK/YPG ha proclamato una nuova "costituzione" (contratto sociale), cambiando il nome della presunta Amministrazione Autonoma della Siria del Nord e dell'Est in "Amministrazione Autonoma Democratica della Siria del Nord e dell'Est". Con la proclamazione del nuovo contratto sociale, il Consiglio Democratico Siriano (SDK) ha raggiunto un accordo con la famosa e influente società di lobbying americana "Brownstein Hyatt Farber Schreck". La prima clausola dell'accordo prevede il riconoscimento ufficiale dell'"Amministrazione Autonoma Democratica della Siria del Nord e dell'Est" da parte degli Stati Uniti. Da un lato, il gruppo cerca di fornire una base costituzionale allo stato de facto che ha stabilito in Siria, mentre dall'altro cerca di ottenere riconoscimento internazionale attraverso gli Stati Uniti. Inoltre, il gruppo non si accontenta di questi due passi e cerca di ottenere riconoscimento e legittimità attraverso le elezioni. Tuttavia, la Turchia, consapevole di questi sforzi, continua a mantenere una posizione ferma riguardo alla protezione dell'integrità territoriale della Siria e alla protezione della propria sicurezza nazionale. Dimostra una forte determinazione a intervenire con tutti gli strumenti politici e militari disponibili.


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