Agenda: La lotta della Türkiye contro il terrorismo

Vi presentiamo le valutazioni sulla questione del ricercatore delle politiche esterne presso SETA, Can Acun…

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Agenda: La lotta della Türkiye contro il terrorismo

In un momento in cui si parla di una nuova operazione di terra in Siria, la lotta della Türkiye al terrorismo prosegue a pieno ritmo in tutto il Paese e oltre i confini. Da un lato c'è una lotta contro gli elementi di FETO, dall'altro c'è una grande lotta contro l'organizzazione terroristica armata PKK e i suoi derivati. L'esercito turco e l'Agenzia nazionale di intelligence hanno esercitato molta pressione su PKK, soprattutto in Iraq e in Siria. Tuttavia, nell'equazione del Medio Oriente, alcune potenze regionali e globali stanno ancora cercando di proteggere le organizzazioni terroristiche al fine di usarle per procura.

La Türkiye sta lottando per diventare un grande stato mantenendo la sua stabilità in un cerchio di fuoco, in una geografia difficile, dall’altra parte con i passi compiuti negli ultimi anni sta avanzando passo dopo passo verso il diventare una potenza globale. Soprattutto durante il governo del partito AK, la Türkiye ha seguito una politica che privilegia la piena indipendenza in politica estera, posizionandosi al contempo come fattore di equilibrio tra le potenze globali. In particolare, l'effetto geopolitico creato dalla guerra in Ucraina ha ulteriormente rafforzato questa situazione. Tuttavia, la Türkiye sta affrontando anche grandi sfide durante questo processo. Gli attacchi dell'11 settembre, le invasioni statunitensi dell'Afghanistan e dell'Iraq, la creazione di organizzazioni terroristiche come DAESH approfittando del caos regionale e, naturalmente, gli sforzi di usare organizzazioni terroristiche come PKK e FETO contro la Türkiye si pongono davanti a noi come fattori decisivi. Soprattutto nel contesto della grande lotta per il potere in Medio Oriente e nella vicina geografia, che è l'entroterra della Türkiye, le potenze che vogliono spingere la Türkiye fuori dall'equazione, sostengono le organizzazioni terroristiche, che le hanno strumentalizzate e le usano come elementi per procura. In questo contesto, lo scopo principale del tentativo di colpo di stato del 15 luglio, che si è tentato di realizzare da FETO, è stato quello di invertire la nuova politica estera della Türkiye, vista come contraria e non assimilata, e di impedire l'intervento contro lo stato terrorista che si voleva creare dal nulla in Siria.

Prima del tentativo di colpo di stato, PKK ha tentato scavando trincee e centinaia di persone hanno perso la vita in questi incidenti terroristici. Sempre in questo processo, le organizzazioni terroristiche DEASH e PKK hanno iniziato a compiere attacchi terroristici simultanei e hanno cercato di preparare il terreno per un colpo di stato. In molte grandi città della Türkiye, i civili sono stati presi di mira ed è stata attuata una strategia per innescare linee di faglia etniche e settarie. Tuttavia, dopo il tentativo di colpo di stato, le attività delle organizzazioni terroristiche sono state in gran parte eliminate con la pulizia nella burocrazia di sicurezza da FETO e le misure efficaci.

Il lancio da parte della Türkiye di un'importante operazione militare transfrontaliera in Siria, costruendo un nuovo paradigma di sicurezza, dopo il 15 luglio, è stato una risposta agli sforzi sopra menzionati. In questo contesto il 15 luglio si pone davanti a noi come un grande traguardo. Sia la pulizia di FETO dalle istituzioni strategiche in cui si era infiltrata, specialmente nella burocrazia di sicurezza, sia la lotta proattiva contro le organizzazioni terroristiche di PKK/YPG si presentano davanti a noi come il paradigma determinante della politica che trasformerà la Türkiye in una potenza globale nel contesto della lotta al terrorismo nel nuovo secolo.

Sotto la forte leadership politica del presidente Erdogan, le Forze Armate turche, che si sono trasformate in una struttura più professionale giorno dopo giorno, il Ministero degli Interni e l'Agenzia nazionale di intelligence (MIT), che stanno diventando sempre più forti in termini di risorse umane e attrezzature, hanno portato avanti con successo la lotta al terrorismo sia nel Paese che nelle regioni oltre i confini. Mentre, l'Industria della difesa turca, che si sta sviluppando in ogni suo aspetto, si presenta come un elemento complementare.

Ormai siamo alla vigilia di una nuova tappa delle operazioni in Siria, che sono iniziate con l'operazione “Scudo dell’Eufrate” e sono proseguite con le operazioni “Ramo d’Olivo” e “Sorgente di Pace”. La Türkiye si sta preparando per un'operazione di terra completa contro PKK/YPG, che si nutre in Siria e minaccia la sicurezza nazionale. Sebbene continuino i colloqui con le controparti russe e statunitensi che proteggono PKK/YPG sul campo, la Türkiye è determinata a far fuori PKK/YPG dalla regione. In particolare Tel Rifat, Manbij e Ayn al-Arab sono viste come regioni importanti. Successivamente, saranno prese di mira regioni come Haseki, più ad est dell'Eufrate. La Türkiye è determinata a costruire una zona cuscinetto sicura lungo i 900 km di confine con la Siria.



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