Turchia chiama Italia

Ismail Kartal, un ragazzo ‘turco italiano’.

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Turchia chiama Italia

‘Sono un ragazzo turco italiano, mi piace definirmi così anche se concretamente di italiano ho solo la cittadinanza. Io mi sento italiano a tutti gli effetti’. Inizia così il nostro incontro con Ismail Kartal, studente universitario e giovane laureando in scienze politiche all’ Università Cattolica di Milano. Ismail è in Italia da quando a otto anni frequentava la terza elementare e, pur non avendo alcuna conoscenza della lingua italiana, si è subito dato da fare per superare le difficoltà che un nuovo inizio può comportare.  ‘È stato come gettare un bimbo in mare, chiedendo di imparare a nuotare da solo; credo di aver imparato a nuotare abbastanza bene’, racconta con quella punta di orgoglio di chi è riuscito a superare gli scogli grazie alla propria perseveranza, ma soprattutto grazie al supporto dei propri genitori. ‘Questa è una cosa non scontata in una famiglia di immigrati di prima generazione. Ho superato i vari problemi e sono diventato ciò che sono oggi: un individuo totalmente e perfettamente integrato nella società’, afferma fiero.  Certamente, nel percorso di integrazione un ruolo fondamentale è stato svolto dalle persone che hanno circondato Ismail sin dai primi passi italiani e che hanno contributo a farlo sentire sempre meno straniero.  Quella turca e italiana sono dunque due identità che convivono benissimo nella vita del giovane studente. ‘ I turchi e gli italiani sono lo stesso popolo con delle piccole differenze. Nonostante una grossa differenza di base, cioè la religione, turchi e italiani sono le due facce della stessa medaglia’, spiega Ismail puntualizzando come l’essere bilingue o biculturale influisca positivamente nella vita di una persona. ‘E’ come essere due persone in una sola. Quando mi viene chiesto se mi sento più turco o più italiano,la mia risposta e’ sempre la stessa : non c’è alcuna differenza per me perché mi sono sentito abbracciato da tutti e due paesi, non ho mai visto un “rifiuto” in Italia nei miei confronti, mi sono subito integrato’. E’ proprio la coesistenza e perfetta convergenza dell’identita’ turca e quella italiana che hanno ampliato gli orizzonti di Ismail Kartal, rendendolo certamente una persona forte e determinata. In fondo, Italia e Turchia sono accomunate da svariati aspetti. ‘I modi di fare, i modi di pensare sono uguali; tutti e due popoli credono che certi comportamenti siano esclusivi per loro ma in realtà sono molto comuni come i vecchietti che guardano il cantiere, la mamma con la ciabatta, l’amore per il proprio cibo e la propria terra, trovare sempre una soluzione arrangiata nei momenti difficili, l’arte dell’arrangiarsi e così via’. Al gia’ lungo elenco Ismail aggiunge ‘l’essere ospitali e generosi: turchi e italiani sono persone con cui si può subito fare amicizia e possono nascere delle belle amicizie anche dopo un incontro veloce’. Le differenze, invece, secondo il giovane laureando si snodano su tre grandi aspetti. ‘ La vita politica: in Italia a nessuno interessa della politica, la maggior parte delle persone sono apolitici ed è tutto molto instabile se pensiamo che si è appena concluso il 67° governo in 76 anni di Repubblica; invece, in Turchia la politica fa parte della vita di tutti i giorni, tutti fanno politica, si parla di politica ovunque e ovviamente i governi sono più stabili’. Ulteriore elemento  è l’attenzione al dettaglio: ‘ In Italia è tutto in funzione della bellezza visiva, ogni piccolo dettaglio è curato perché possa apparire bello; invece, in Turchia è tutto in funzione dell’utilità minima, non si cura mai il dettaglio, se qualcosa è abbastanza ma è brutto, nessuno si cura di quest’ultimo dettaglio’. In conclusione, l’amore per la storia e per il proprio passato: ‘In Italia forse non ci si vanta molto del passato ma si fa tutto per mantenere le bellezze dei vari templi, delle chiese o opere d’arte che appunto per notare questo basti fare una vacanza in Italia. In Turchia invece tutti si vantano del passato del loro paese ma le bellezze e le opere d’arte del passato vengono rovinate davanti agli occhi di tutti e nessuno dice o fa nulla’. Considerazioni profonde, dettate da uno spirito di appartenenza ambivalente che affonda radici a Tokat, luogo dove Ismail e’ nato e cresciuto fino all’eta’ di otto anni, e a Imperia, citta’ di adozione. ‘ Sono nato in mezzo alle campagne, con vari animali attorno, la mia famiglia si occupava di agricoltura, poi mi sono trasferito in un posto totalmente diverso da questo’, confida parlando della gioia dei ritorni in Turchia. ‘Tornare nel posto dove sono nato mi trasmette un senso di nostalgia, vedere ogni volta che niente è cambiato per capire quanto sono cambiato io in realtà’, chiosa sottolineando come Imperia sia effettivamente la casa da cui non riuscirebbe mai a staccarsi.

 

A cura di Valeria Giannotta

 



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