Turchia chiama Italia

LaTurchia e la sua aurea magica sospesa nel tempo- Angelo Antona

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Turchia chiama Italia

 

  Amore. E’ questo il motore delle nostre vite, l’ingrediente imprescindibile di ogni scelta, incontro, destinazione.  E così anche i passi in Turchia di Angelo Antona sono stati mossi toccando le corde più profonde del cuore. Certamente, l’amore può avere diverse sfumature e comprendere diversi fattori. ‘ Cominciando dall’inizio, in primis l’amore per la storia e per la conoscenza ha fatto sì che quando ho incontrato, nell’ormai lontano 1968, proprio nel mese di settembre, la ragazza che poi sarebbe diventata mia moglie, io conoscessi molte cose della Turchia. Sapevo intanto dov’era, cosa che all’epoca non era così scontata in Italia, sapevo chi fosse Kemal Atatürk e cosa avesse fatto per la Turchia e altre cose riguardanti appunto questa meravigliosa terra,’ racconta Antona confidando che tali conoscenze gli permisero di fare colpo su quella ragazza venuta in Italia come studentessa di filologia italiana dell’Università di Ankara e vincitrice di una borsa di studio a Santa Margherita Ligure, Portofino.  Una frequentazione, diventata amicizia poi sbocciata in un grande amore parafrasato nella celebre canzone ‘I found my love in Portofino’. Nonostante la distanza e il tempo che passava inesorabile, ma soprattutto malgrado tutte le difficoltà degli spostamenti tra Italia e Turchia, nel 1977 la coppia convola a nozze a Karşiyaka. ‘Vivevamo a Roma, ma per molti anni siamo tornati in Turchia solo per le vacanze e ciò mi ha dato la possibilità di conoscere sempre meglio questo paese e anche di seguirne lo sviluppo nel tempo attraverso le tante vicende e i colpi di stato che si sono ciclicamente succeduti’, spiega  Angelo che con Emel nel 2013 si trasferisce a vivere a İzmir, dividendosi in estate con Foça. ‘Di questo Paese mi ha sempre affascinato il suo passato mitico, a partire dalle storie greche, non dimentichiamo che qui è stata combattuta la Guerra più famosa della Storia e del mito: la Guerra di Troia. Qui è nata la civiltà occidentale, qui sono le vere radici cristiane dell’Europa perché qui sono le sette chiese; ad Antiochia ancora esiste la prima Chiesa mai costruita. E come dimenticare i grandi filosofi che qui sono nati e vissuti. E poi, per un poeta quale sono, come dimenticare i grandi filosofi mistici come Rumi (Mevlana) e Yunus Emre e, in tempi più moderni, il grande Nazim Hikmet’. Le parole sgorgano spontanee, ispirate dalla profondità culturale di una Turchia ricca di storia, leggende, aneddoti, simboli. ‘E dell’impero ottomano ne vogliamo parlare? E di Costantinopoli/Bisanzio/Istanbul? Insomma, ovunque vai in Turchia si respira un’aura magica come di un tempo sospeso’, chiosa Angelo Antona, fiero delle proprie origine siciliane che, in qualche modo, hanno agevolato lo spirito di osservazione e recezione. ‘Nascere in Sicilia significa molte cose. Significa prima di tutto essere un mediterraneo. La cosa che mi ha colpito di più quando sono arrivato in Turchia la prima volta, e poi in seguito, è stata l’accoglienza, il significato dell’ospitalità, il calore umano che ti circonda’.  Ma la Turchia è anche organizzazione e servizio, ineccepibile a livello di trasporti pubblici.  

 ‘A Izmir puoi usare gli autobus, i tram, le metropolitane, i minibus e i traghetti che attraversano il golfo. Ho trovato molto efficiente anche il sistema sanitario con la creazione del fascicolo sanitario nazionale dove sono registrate tutte le tue vicende sanitarie. La cucina turca poi è ricca, appetitosa e varia’, specifica il signor Angelo. Anche Foça, dove la famiglia Antona risiede d’estate, vibra di storia. ‘Il centro storico risente delle influenze greche anche nell’architettura di certe case di pietra. I Focesi, si sa, erano grandi navigatori e hanno fondato anche la città di Marsiglia, oltre ad aver combattuto con gli etruschi . C’è anche un grande castello, ormai soltanto le mura, costruito già in tempi remoti e poi restaurato dai Crociati e dai Genovesi. Fare il bagno nel suo mare è assolutamente delizioso, il clima è mite, fresco d’estate e non freddo d’inverno’.  Grande e’ il legame tra gli italiani e la Turchia, fatto non solo di elementi pratici ma anche di un certo misticismo storico culturale che, come spesso è stato ricordato, ci rendono ‘più’ che semplici amici’. 

‘La Storia ce lo insegna. I segni della civiltà romana si incontrano dappertutto, le repubbliche marinare, Venezia e Genova in testa, venivano qui a fare i propri affari.  Un Italiano, Bellini ha fatto il ritratto del Sultano Mehmet II e due secoli fa un musicista Italiano, Donizetti, fratello del più Famoso Gaetano, ha insegnato musica nell’harem del sultano. Ancora oggi i rapporti  commerciali e culturali tra Turchia e Italia sono intensissimi. Certo, come succede talvolta tra amici fraterni, ogni tanto qualche malinteso rischia di rovinare tutto, ma poi ci si chiarisce e tutto va a posto’, conclude Angelo con quella pacatezza di chi, seguendo l’amore, riconosce il bello e ne fa la propria quotidianità.

 

A cura di Valeria Giannotta

 



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