Turchia chiama Italia

Vuoi mettere un pranzo turco a Milano?

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Turchia chiama Italia

Nel corso della storia il riferimento alle cucine tradizionali e ai piatti tipici si e’ generalmente attestato come uno strumento utile per promuovere il Paese e la sua reputazione a livello internazionale. In fondo, la storia diplomatica si e’ sempre svolta attorno a un tavolo e piu’ recentemente la gastro-diplomazia ha assunto una connotazione piu’ strutturata grazie all’importate ruolo svolto da Chef, ristoranti, scuole di cucina e all’implementazione di politiche ad hoc.  Ma non e’ tutto. Anche nel piccolo della vita quotidiana, dall’incontro di persone e dall’iniziativa dei singoli nascono spesso delle sinergie importanti atte a consolidare ponti e legami culturali. Una sorta di diplomazia ‘people to people’ che certamente agevola il dialogo e la conoscenza reciproca, abbattendo barriere e,  all’occorrenza, pregiudizi. Gli esperimenti culinari sono senza dubbio un divertente passatempo che, in tempo di restrizioni di movimento, divengono un momento chiave anche per le ormai limitate attivita’ sociali. E nel giorno che celebra la donna il nostro ben assortito gruppo di amiche - Selva (turca), Giada (italiana) e Julia ( austriaca)-, che ci ha gia’ deliziato a San Valentino con la pide in omaggio all’amore e all’amicizia tra Italia e Turchia (https://www.trt.net.tr/italiano/video/arte-e-cultura/pizza-pide-o-lahmacun), ha deciso di cimentarsi nuovamente ai fornelli per noi con la preparazione di altre pietanze turche.  Il loro menu’ del Dunya Kadınlar Günü prevede Bulgur pilavı, Köfte, Cacık e, dulcis in fundo, Baklava. Il cosiddetto ‘riso bulgur è composto da chicchi di grano integrale che conservano la crusca ed è, dunque, più salutare e facilmente digeribile. La sua preparazione, come ci insegnano, è molto facile e richiede pochi minuti. In un soffritto vegetale si unisce il bulgur in proporzione 1:2 con acqua e si lascia cuocere finche’ questa non sarà completamente assorbita. Le Köfte, corrispettive delle polpette italiane, sono un piatto tipico e molto diffuso nella cucina turca e la loro ricetta ricalca molto quella delle nostre nonne, con l’unica variante dell’aggiunta di spezie, e nello specifico del cumino, di cui in Turchia si fa grande uso. Il suo sapore aromatico e pungente è inconfondibile e questa spezia non solo è utilizzata per arricchire piatti, ma anche per le sue proprietà terapeutiche. In Anatolia, infatti, il ricorso a erbe e spezie medicinali è una pratica molto diffusa fino a diventare in certe occasioni un vero e proprio rituale. Ad accompagnare queste ottime pietanze, Selva, Giada e Julia hanno pensato al Cacık, una tipica salsa ottomana, tradizionalmente servita come meze, ma che si sposa con qualsiasi piatto in qualsiasi momento. Diffuso in gran parte dei Balcani e del Medio oriente come patrimonio culinario dell’epoca dei sultani, il Cacık è un composto di cetrioli tagliati in tocchetti e immersi in una salsina di yoğurt, acqua e sale, a cui si aggiunge a piacimento aglio e menta. Una delicatezza che conferisce un fresco tocco orientaleggiante a carne e pesce e che può essere gustata anche da sola come condimento su pane e crostini. Chi conosce la Turchia e la sua cucina sa bene che, sebbene a questo punto del pranzo pancia e palato siano pienamente soddisfatti, non ci si può esimere dall’assaggiare il dessert tipico per eccellenza.  Il Baklava è, infatti, il re dei dolci turchi, gustato in ogni stagione a fine pasto o come piacevole intervallo di giornata accompagnato da una o più tazze di çay. Si tratta di tanti strati di pasta fillo farciti da noci o da pistacchi e cotti al forno per poi essere successivamente inumiditi con sciroppo di acqua, zucchero e succo di limone. Una volta raffreddato, il Baklava viene tagliato in piccoli quadrati, rettangoli o rombi e quindi servito in più pezzi su un piattino. Nel sud-est anatolico, invece, può essere addirittura sezionato in grandi fette e distribuito come fosse una torta. E’ talmente buono e ricercato che sulla sua vera origine ci sono molte versioni discordanti, anzi la sua paternità è diventata un’innocua questione di campanilismo che vede contrapposte diverse interpretazioni. La più accreditata, comunque, rimanda ai tempi del Sultano Solimano il Magnifico che durante le guerre di espansione e conquiste territoriale dell’Impero avrebbe contribuito alla diffusione di tale prelibatezza in tutta la nella regione.  Insomma, davanti alla ricchezza di queste portate,  non c’è che dire: Selva, Giada e Julia hanno davvero dato il massimo, offrendoci- seppur virtualmente- delle pietanze uniche da far venire l’acquolina in bocca. Portando in tavola tanti gusti  della tradizione, oltre a rendere omaggio ancora una volta alla cucina turca, riconosciuta da molti come una delle migliori al mondo, le nostre amiche con le loro eccellenti doti culinarie dimostrano un gran senso di rispetto e simpatia verso la Turchia e i suoi usi. E con questo spirito, in attesa di essere nuovamente ospiti nelle loro cucine, le ringraziamo alla turca con l’augurio di buona salute alle loro mani! Ellerinize sağlik, döstlarEn kısa zamanda görüşmek dileğiyle! E a tutte voi, Dunya Kadınlar Günü Kutlu Olsun! :)

 

A cura di Valeria Giannotta



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