Turchia chiama Italia

Il volo in Turchia di Kaptan Belloni.

1566134
Turchia chiama Italia

Di professione pilota, Stefano Belloni, dopo circa quindici anni solcando i cieli di Europa e Medioriente, nel 2013 atterra in Turchia, dove inizia una nuova e avvincente esperienza professionale, per certi aspetti la piu’ significativa della sua carriera. Prima di prendere il volo con SunExpress, nota  joint venture di Lufthansa e Turkish Airlines, ha lavorato presso alcune aziende charter che lo hanno condotto a siglare contratti in Inghilterra, Grecia e Irlanda, per poi arrivare in Siria e in Iran. La sua passione per l’aviazione, dunque, l’ha spinto da subito fuori dall’Italia, interfacciandolo con diverse realta’, a volte anche difficili. ‘Ho lavorato a Damasco per tre anni e mezzo finche’ la situazione nel 2011 e’ diventata insostenibile a causa della guerra’, racconta Belloni. Da li’ si e’ poi trasferito in Iran per circa due anni finche’ non gli si sono aperte le porte della Turchia. ‘Con una compagnia locale iraniana volavo spesso in Turchia dove ho iniziato a vedere i velivoli SunExpress. Sorgendomi una certa curiosita’, mi sono informato sull’azienda e ho scoperto che come joint venture non solo esisteva da circa trent’anni, ma che e’ anche leader del mercato turistico tra Turchia, Germania ed Europa’, spiega il capitano con quella nota di entusiasmo tipica di chi, dopo tanto peregrinare e relativa incertezza, trova la dovuta soddisfazione lavorativa. E’ successo tutto in poco tempo: e’ bastato fare domanda e già dopo le selezioni Stefano fa il suo ingresso in Turchia, come prima tappa Ankara.  ‘Da subito sono rimasto molto sorpreso dall’impeccabile organizzazione aziendale e dallo spirito di ospitalita’ di SunExpress, che e’ senza dubbio una compagnia all’avanguardia, dotata di moderni aereomobili e di sistemi di ultima generazione oltre che ben strutturata in termini di benefit e garanzie al lavoratore. Dopo aver avuto contratti brevi a tempo determinato, in Turchia mi sono trovato in una realta’ dove ho finalmente avuto certezze sulla continuita’ lavorativa; l’ambiente e’ molto competitivo cosi’ la mia motivazione e’ cresciuta sempre di piu’, anche perche’ opero in un contesto molto amichevole e accogliente’, spiega il pilota, riferendosi al sostegno ricevuto sin dal primo momento. ‘Ho ricevuto ogni sorta di aiuto per inserirmi in Turchia, dal supporto per le trafile burocratiche a tante altre questioni; qua non ho trovato solo nuovi colleghi, ma soprattutto veri amici’, puntualizza. Certamente, l'azienda per cui presta servizio e’ rinomata nel settore aereonautico e anche in questo periodo cosi’ peculiare, dovuto alla crisi pandemica da Covid-19, si e’ distinta per i suoi servizi di eccellenza relativi alle misure di sicurezza in ottemperanza alla direttive internazionali sul distanziamento sociale. Ma c’e’ di piu’, i servizi offerti, per quanto siano encomiabili dal punto di vista dell’efficienza, si distinguono per l' attenzione verso le persone. ‘Pur avendo oltre cinquemila dipendenti, trovo molto bello che quando contatto o mi relaziono con qualcuno per motivi lavorativi sappiano perfettamente chi sono, non sono solo un numero identificativo’, sottolinea Stefano.  Senza dubbio, il profilo a ‘misura d’uomo’ e’un tratto caratteristico della cultura turca, ma quando e’ traslato professionalmente aiuta ad accrescere la motivazione e a  sentirsi parte di una comunita’. ‘I problemi personali, soprattutto quelli famigliari, vengono sempre tenuti in considerazione e vi e’ sempre un'adeguata comprensione. Ecco, l’importanza accordata a questi valori, riflette lo spirito della Turchia e del suo popolo che e’ molto unito e solidale’. Insomma, sin dagli esordi la sua esperienza in terra turca si e’ rivelata promettente. Con il tempo la cerchia di amicizie si è ampliata e da ospite Stefano Belloni si è sentito sempre di piu’ a casa.  In questo Ankara, essendo il  ‘primo amore’, ha fatto la sua parte. Qua intesse rapporti importanti, entrando in contatto anche con diplomatici provenienti da ogni parte del mondo e, nonostante le difficolta’ legate alla lingua, e’ una citta’ che trova facile ed accogliente. Ad Antalya, si traferisce qualche anno dopo sempre per motivi professionali, legati soprattutto alla possibilita’ di poter volare su piu’ rotte internazionali,  e perchè spinto dal desiderio di vivere vicino al mare. ‘E’ una citta’ senza dubbio affascinante per le bellezze paesaggistiche che si trovano su tutta la costa e che sono facilmente raggiungibili. ‘Ci sono tanti luoghi  turistici, ricchi di storia e cultura: il mio trasferimento e’ stato dettato dalla volonta’ di fare una nuova esperienza in posti belli, il loro fascino mi ha aiutato ad integrarmi’, confida Kaptan Belloni con l’estrema genuinita’ di chi e’ consapevole di beneficiare di molti vantaggi, inclusa la piacevole sensazione di godere del bel tempo tutto l’anno in un posto che, seppur ambito dai turisti, ha un costo della vita inferiore rispetto ai Paesi europei, ma con una qualita’ superiore. Ed e’ proprio quell’apertura verso il meraviglioso che spesso aiuta nella scalata dei successi personali: non vi e’ dubbio che in Turchia e in SunExpress Stefano sia cresciuto parecchio, acquisendo maggiore consapevolezza di se’ e, quindi , maturita’. Ben presto, infatti, sono giunte anche soddisfazioni e riconoscimenti, dalla responsabilita’ di addestramento del personale di volo all’essere testimonial dello spirito dell’azienda nei  pilot show organizzati in Europa per il reclutamento di staff straniero. Operare in un ambiente interculturale, a fianco di colleghi sia turchi che provenienti da ogni parte del mondo, e’ sicuramente un valore aggiunto alla ricchezza di una qualsiasi esperienza in territorio straniero. Anche per questo, la Turchia ha nel cuore di Stefano un posto speciale: al legame speciale con Ankara, Antalya e le persone di riferimento si aggiunge l’amore per il cibo locale, che e’ pressoche’ assoluto. ‘Mangio e apprezzo qualsiasi piatto della cucina turca, che e’ Mediterranea, salutare e gustosa. L’unica cosa che non mi piace e’ il Kelle Paça: in Piemonte, la mia regione, abbiamo una pietanza simile e non sono mai riuscito a mangiarla’, ironizza con un gran sorriso. Insomma, non è difficile intuire che anche per lui la Turchia sia diventata casa: ‘Nonostante i miei genitori siano a Torino, ogni volta che torno qua mi sento a casa. L’odore dell’inverno di Ankara cosi’ come l’odore dell’estate di Antalya mi riportano a casa mia in Italia’, chiosa aggiungendo: ‘Mi sento molto a mio agio, dopo aver compreso i valori cardine dei turchi e, apprezzando molto il loro senso del rispetto, mi sento integrato e so come vivere. Qua mi sento tranquillo’. Tradendo anche un po’ di emozione, il pilota infine confida: ‘Sono un viaggiatore per professione e per passione, mi interessano le cuture e cosi’ sono sempre stato attratto dalla Turchia'. 'Ero gia’ passato da Istanbul e Antalya, che avevo trovato molto all’avanguardia. Sono rimasto molto colpito dalla pulizia delle citta’ e dal mantenimento delle opere pubbliche’, ammette, sottolineando che prima di trasferirsi i maggiori riferimenti sul Paese li aveva avuti dai libri, film o materiale turistico. ‘Vivendo qua ho soddisfatto la mia curiosita’. A scuola ero affascinato dalla storia dell’Impero Ottomano e ho finalmente avuto la possibilita’ di ammirarne i monumenti e le testimonianze storiche cosi’ come ad Antalya ho potuto ammmirare i resti dell’Impero Romano. Purtroppo, in Italia vi e’ una lacuna di conoscenza sulla Turchia; in molti ancora pensano che sia un Paese arabo’, puntualizza severo il Kaptan che non manca di fare qualche battuta in merito. Conoscendo Stefano da tempo, non vi sono dubbi sulla sua contagiosa simpatia oltre che sul suo spessore umano. Fiera di annoverare la nostra amicizia tra quelle significative intessute ad Ankara, non posso che augurare al Capitano di volare sempre più in alto perchè, come disse Atatűrk,"Istikbal gȍklerderdir"/ Il futuro è nei cieli!

 

A cura di Valeria Giannotta



NOTIZIE CORRELATE