Agenda: La guerra per procura in Siria

Vi presentiamo le valutazioni sulla questione del ricercatore delle politiche esterne presso SETA, Can Acun…

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Agenda: La guerra per procura in Siria

La rivoluzione siriana, iniziata nel 2011, oltre ad essere una guerra civile è diventata uno dei centri della lotta di potere regionale e globale. Mentre la guerra nel paese si è trasformata in una guerra per procura con l'intervento di molti attori dall'estero, sono cambiati anche gli attori e i loro impegni sul campo. I paesi che si sono distinti dall'inizio della rivoluzione con politiche stabili per la Siria sono la Turchia, la Russia e l’Iran. Mentre la Turchia sostiene l'opposizione siriana, la Russia e l’Iran continuano a rimanere dalla parte del regime di Assad. Gli Stati Uniti rimangono nella dualità nella loro politica sulla Siria.

Vi presentiamo le valutazioni sulla questione del ricercatore delle politiche esterne presso SETA, Can Acun

Nei primi anni della rivoluzione siriana, i paesi occidentali, in particolare gli Stati Uniti, sostenevano l'opposizione siriana contro il regime, poi hanno smesso di sostenere gli oppositori quando DAESH ha guadagnato terreno e la Russia ha iniziato ad intervenire. Gli Stati Uniti hanno assunto un impegno militare con YPG, il ramo dell'organizzazione terroristica separatista PKK in Siria, e la sua ala politica, PYD, creando una sfera di influenza, in particolare nel nord-est del paese. D'altra parte, altri paesi occidentali anche se considerano ancora legittima l'opposizione siriana non forniscono più un sostegno concreto. Nel frattempo, gli Stati Uniti continuano a vivere a zig-zag sulla questione della loro politica sulla Siria. Pur dichiarando linee rosse durante il periodo di Obama e poi ritirandosi molte volte, è stato recentemente rivelato che Obama ha effettivamente aperto lo spazio per un intervento militare russo in Siria nel settembre 2015. Sebbene durante il periodo Trump ci fosse una volontà di ritirare le truppe americane, il CENTCOM e persone in varie posizioni negli Stati Uniti sono riusciti a impedire a Trump di ritirarsi completamente. Qui la questione del petrolio si è trasformata in una carta importante contro Trump. Attualmente, le truppe statunitensi continuano a controllare le regioni ricche di petrolio ad est dell'Eufrate dalla regione di Rimelan a Deir ez-Zor. Continuano inoltre a sostenere l'organizzazione terroristica separatista PYD / YPG sotto il tetto delle forze democratiche siriane.

La Russia, d'altra parte, continua a sostenere il regime siriano, sebbene abbia diversi problemi con il governo di Damasco. Sebbene la Russia affermi che il paese dovrebbe essere completamente sotto il controllo del regime di Assad, visto che ciò non è possibile nella politica reale, continua i suoi impegni politico / militari con la Turchia nel contesto del processo di Astana. Usando la pressione militare su Idlib, la Russia sta cercando di costringere la Turchia a compiere vari passi a suo favore. D'altra parte, mantiene le sue relazioni con YPG a vari livelli, in particolare nella regione di Tel-Rifat e Manbij. Inoltre, la Russia è entrata in una considerevole lotta di potere con gli Stati Uniti ad est dell'Eufrate, in particolare lungo la linea Malikiye-Fishabur. Qui conduce spesso pattugliamenti e si scontra direttamente con i soldati americani. La Russia, passo dopo passo, è in una tendenza tattica che respingerà gli Stati Uniti da questa regione. Un'altra questione importante per la Russia nel campo siriano è la sua rivalità con l'Iran. Sebbene continua a cooperare con l'Iran contro l'opposizione e i resti di DAESH, la Russia, d'altra parte, sta cercando di ridurre la sfera di influenza e controllo dell'Iran. Cerca di rafforzare la sua influenza sul regime siriano contro l'Iran.

 


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