Turchia chiama Italia

Intervista a Massimo Gaiani, Ambasciatore d’Italia, Ankara.

Turchia chiama Italia

 

L'ospite di oggi a TRT Italia e' Massimo Gaiani, Ambasciatore d'Italia ad Ankara, che ci ha aiutato ad approfondire ulteriormente gli aspetti che caratterizzano i rapporti tra Italia e Turchia. 'Le relazioni tra Italia e Turchia si fondano su secolari legami storici, sulla comune identità mediterranea e su interessi strategici ed economici coincidenti', esordisce l'Ambasciatore. 'La cooperazione tra i due Paesi ha conosciuto un’intensa crescita grazie ad un fecondo dialogo politico anzitutto sui temi bilaterali ma tradottosi anche in un costante coordinamento a livello multilaterale, dalle Nazioni Unite alla NATO, nonché in un costante sostegno dell’Italia al percorso di avvicinamento della Turchia all’Europa. La più rilevante manifestazione di tale vitale dialogo bilaterale è costituita da periodiche consultazioni e dal frequente scambio di visite ed incontri ad alto livello (da ultimo vorrei ricordare quella del Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale di Maio, che ha incontrato ad Istanbul il 7 gennaio scorso il suo omologo Çavuşoğlu, e quella del Presidente del Consiglio Conte che ha incontrato ad Ankara il 13 gennaio il Presidente Erdogan). Significativi anche i fortissimi legami tra le rispettive società civili che possono contribuire ad maggiore reciproca comprensione e conoscenza'. 

In questo quadro, speciale importanza riveste il fattore economico. 'Accanto al dialogo politico, uno degli elementi propulsori del rapporto bilaterale è costituito dalle relazioni economico – commerciali, che testimoniano l’intensità e la specialità del rapporto tra Italia e Turchia, nonché dai crescenti flussi finanziari nei due sensi. Le aziende italiane investono in Turchia da oltre 50 anni, in tutti i settori: dalla manifattura, all’automotive, senza dimenticare l’agroalimentare e settori di punta dal punto di vista della tecnologia, come l’aerospazio'. A livello di investimenti diretti, Gaiani riporta un dato siginificativo: 'nel 2018 l’Italia è stata il secondo maggiore investitore in Turchia, con oltre 500 milioni di euro, a conferma della fiducia delle aziende italiane verso il Paese. L’Italia è stabilmente tra i primi cinque partner commerciali della Turchia ed il secondo in Europa, con una relazione commerciale equilibrata e matura ed un interscambio di circa 20 miliardi di dollari nel 2018 e nel 2017.'  Certamente si tratta di un rapporto economico privilegiato raffozatosi nel tempo. 'Negli anni, la visione della Turchia per i nostri imprenditori si è  evoluta: non è più vista solo come un mercato, ma sempre più come un partner, anche per essere competitivi su mercati terzi. Per questo, al di là della congiuntura economica, le aziende italiane continuano ad avere grande fiducia nelle prospettive di questo Paese e sono interessate a forme di collaborazione “win-win”'. D'altra parte, come lo stesso Ambasciatore sottolinea anche da parte turca si registrano investimenti crescenti in Italia.  'Ancorché più recente, di estrema importanza il crescente interesse degli investitori turchi per l’Italia, anzitutto nei settori della manifattura e della logistica: gli investimenti turchi sono i benvenuti in Italia e a riprova di questo vorrei sottolineare come il Presidente del Consiglio Conte abbia partecipato a novembre all’inaugurazione della fabbrica di SISECAM a Manfredonia, nel sud d’Italia'. Ma non basta. 'L’energia è un altro settore nel quale vi sono grandi occasioni di partnership: con i gasdotti TANAP e Turkishstream la Turchia si sta affermando infatti come un “hub” del gas e vi è quindi una naturale complementarietà con l’Italia, che rappresenta la “porta” per l’Europa. Il collegamento tra i gasdotti TANAP e TAP è la conferma di questo interesse comune, che mi auguro possa estendersi anche a forme di collaborazione in altre aree del Mediterraneo', aggiunge Gaiani. Una partnership solida e duratura, quindi, quella tra Italia e Turchia che, tuttavia, 'deve essere rafforzata anche riguardo ai grandi temi globali, come quello della sostenibilità e, penso, il progetto della Via della Seta. I nostri due Paesi sono storicamente due attori cruciali di questa grande rotta di commercio e scambio ed oggi è prioritario lavorare insieme per rafforzare la dimensione mediterranea di “One belt one road” e negoziare con successo con i grandi Paesi asiatici', ammonisce. 

Rilevante anche il settore turistico, che riguarda sia la sfera dell’economia che quella dei rapporti “people-to-people”. 'Siamo contenti di essere una delle destinazioni preferite dai turisti turchi in Europa. İl flusso di turisti italiani verso la Turchia sta crescendo nuovamente, ed aumenta anche l’interesse italiano per la cultura turca, sia contemporanea che antica, ormai parte integrante dell’attrazione turistica che porta molti italiani a visitare la Turchia. Sono inoltre fiero di ricordare come il Ministero degli Esteri italiano finanzi in Turchia il maggior numero di missioni archeologica al mondo, per l’importanza del patrimonio di questo Paese e anche per la storica vicinanza con la tradizione classica italiana'. 'Più in generale si può dire che il settore culturale ricopre un ruolo importante nello sviluppo delle relazioni bilaterali. Grazie allo straordinario patrimonio culturale di cui sono depositari i due Paesi, alla presenza storica di una comunità italiana in Turchia, sono innumerevoli gli esempi di scambi e cooperazione tra artisti e rispettive culture. Inoltre la comunanza di valori, l’importanza della famiglia e dell’amicizia, rendono semplice ed immediata la comprensione reciproca. Gli esempi di questo comune sentire sono molteplici: l’istintiva simpatia in Turchia per tutto ciò che è italiano (ne sono testimonianza il successo che riscuotono gli eventi culturali promossi dalle nostre istituzioni e il forte interesse manifestato dagli studenti universitari turchi per le opportunità di studio in Italia', conclude l'Ambasciatore.

 

A cura di Valeria Giannotta



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