Felicità

E' il libro di Zülfü Livaneli, un artista e intellettuale

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Nato ad Ankara,  Zülfü Livaneli è un artista e intellettuale. Come scrittore ha all'attivo quattro romanzi tradotti in 11 lingue in tutto il mondo, un volume di racconti e saggi di argomento politico. Come musicista ha composto più di 300 canzoni, e ha vinto un premio Tenco. Ha vinto vari premi in diversi festival internazionali. Ha fondato il Comitato per l'amicizia greco-turca. Nel 1995, è stato nominato Ambasciatore di buona volontà dell'UNESCO in riconoscimento del suo contributo alla pace nel mondo. Continua ancora a lavorare ai programmi di Cultura della Pace dell'UNESCO in tutto il mondo.

Il primo romanzo di Livaneli "L'Eunuco di Costantinopoli" ha rafforzato la sua fama da autore a livello internazionale. Ha ricevuto il Balkan Literary Award nel 1997 ed è stato pubblicato in Spagna, Corea, Grecia, Svizzera, Germania e Bulgaria. La prima opera pubblicata di Livaneli è stata una raccolta delle sue storie pubblicate sotto il titolo "A Child in Purgatory" nel 1978. Le sue storie sono state successivamente pubblicate in Germania nel 1983, in Iran nel 2004 e la storia che ha dato il titolo al libro è stata girata dallo svedese e televisori tedeschi.

 

Il libro costruito intorno a tre personaggi: Meryem, una ragazzina violentata e condannata a morte dalle leggi non scritte di un mondo brutale; Cemal, un giovane soldato appena tornato che viene scelto come esecutore dell'omicidio; Irfan, un uomo di successo che ha studiato ad Harvard e ora insegna all'università di Istanbul, che vive con difficoltà la sua condizione di sradicato in patria, immerso in una cultura a lui estranea.

Meryem vive in un villaggio della Turchia musulmana più tradizionalista. Poco più che bambina, viene violentata dallo zio, leader religioso del paese. Per il costume locale, è lei la colpevole: trattata come una reietta. è tenuta prigioniera in una baracca per giorni. in attesa che si compia il suo inevitabile destino di morte. Cemal è un soldato appena ritornato dalle montagne del Kurdistan, dove ha combattuto contro i ribelli curdi: cugino di Meryem. viene scelto come suo carnefice. Ma il delitto non dovrà accadere sotto gli occhi di tutti. Il rituale vuole che in questi frangenti le ragazze vengano portate a fare un "viaggio a Istanbul", dal quale il boia torna sempre solo. Nel frattempo, a Istanbul, il professor Irfan Kurudal sta attraversando una profonda crisi personale. Ha studiato a Harvard e insegna all'università, è un uomo di successo, ma vive come uno sradicato, immerso in una cultura ambiguamente "occidentalizzata" in cui non si riconosce. Consumato dall'ansia e dall'insoddisfazione, decide di abbandonare tutto, e parte in barca a vela per un lungo viaggio senza meta nel Mar Egeo. Qui. in un remoto angolo della costa conosce i due ragazzi, ai quali offre di lavorare a bordo. L'incontro modificherà in maniera irreversibile le vite dei tre personaggi. Soprattutto quella di Meryem: per lei, destinata all'annientamento, comincerà invece il tempo felice della consapevolezza e del riscatto da un mondo di tradizioni ciecamente ostili alle donne.



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