AGENDA, Pax ottomana

Pax Ottomana

AGENDA, Pax ottomana

Ci sono diversi argomenti per cui non  basta  solo aver ragione per risolverli. L’eredtà dell’impero ottomano lasciata alla Repubblica turca è un tipo di quegli argomenti. Il capo di stato libanese Michel Aoun, in occasione dell’anniversario della Fondazione del Libano, ha reso noto che hanno ottenuto l’indipendenza dall’ımpero ottomano con il sostegno della Francia. Affrontiamo le stesse  accuse rivolte dagli alcuni paesi occidental e anche quelli arabi.

 

Senza dubbia possiamo criticare con diversi punti le politiche eseguite da un’impero che ha durato il suo dominio per 600 anni. Però non possiamo accusare l’impero ottomano per le politiche imperialiste, di aver fatto pressione su diverse culture e identità  nel suo popolo. Dall’altra parte  ci sono alcuni che criticano le politiche ottomane accusando l’impero  di non aver eseguito politiche di assimiliazione per i gruppi di diverse identità. Secondo loro se l’impero otomano avesse eseguito questa politica di assimiliazione, oggi nella geografia dominata dall’impero ottomano sarebbero stati più turchi e musulmani. Però dobbiamo precisare che quello che sepera l’impero ottomano dai paesi imperialisti era proprio questa politica anti-imperialista.

Pax Ottomana

La  geografia su cui fu dominato l’impero ottomano, oggi si bagna nel sangue. Al dominio ottomano la geografia dai Balcani al Medio Oriente e all’Africa una vasta geografia dove vivevano diverse culture, identità, religioni,  fu governata in piena armonia, pace e tranquillità. Oggi nemmeno  in questo secolo non possiamo vedere questa armonia e pace e tranquillità nelle amministrazioni attuali.

Nella letteratura la tollerenza dell’amministrazione otomana viene definita come Pax Ottomana( Pace otomana).

La politica pluralismo dell’amministrazione otomana viene stimata di più di quella degli USA e dell’Inghilterra. Dopo la scoperta dell’America  gli indiani ebbero  subito  un atteggiamento di assimilazione culturale e religiosa. Dopo il  dominio  inglese per 150 anni nel subcontinente indiano, oggi vediamo paesi che parlano l’İnglese come la lingua ufficiale.

Ad altre parole se l’impero otomano avesse eseguito questa politica di assimiliazione, oggi il nome del capo di stato libanese non sarebbe “Michel Aoun”  e non sarebbe di fede cristiano.

Le parole di Amin Maalouf, un autore  libanese cristiano sarebebro una risposta ottima alle accuse del capo di stato libanese:

“ Nessuna religione è isolata dall’intolleranza. Però tra le due religioni “rivali”, se paragoniamo i bilanci,  l’islam si trova ad un livello più alto. Penso che se i miei antenati avessero vissuto  in un paese conqusitato dai cristiani credendo all’Islam, non potessero conservare i propri valori culturali, religiosi per 14 secoli. Cosa è successo ai musulmani in Spagna? E quelli in Sicilia?, Sono stati assimilati, massacrati, costretti a lasciare le terre.

 

 

Un altro autore e storico israeliano Yuval Noah Harari durante un’intervista rilasciata al quotidiano Hürriyet parla del Pax otomana, della tolleranza nell’impero ottomano:

“Nell’Europa mediavale  non aveva posto la tolleranza. Negli anni 1600 a parigi tutti erano cattolici. Quando una persona protestana entrava nella città veniva ucciso. A Londra tutti erano protestanti.  Uccidevano qualunque persona di fede cattolica che  tentava di entrare in città .A quei tempi gli ebrei sono stati deportati dall’Europa. Nessuno volevano musulmani. Però a Istanbul  gli abitanti di Istanbul di divsersi culture , identità, religione , bulgari, armeni, ebrei, cattolici vivevano in grande armonia e pace.

 

Strumentalizzazione della Storia o continuare a spaccare la geografia dell’impero ottomano.

 

L’argomento di cui parliamo è in realtà la politica “divide et impera” dell’imperialsimo. Oggi facciamo la domanda se  L’Islam che era un riferimento nella lotta contro seperazione e nel conservare la pace in un popolo, oggi è  ancora riconosciuto come un valore di riferimento ?

Oggi continua ancora questa politica dopo il crollo dell’impero ottomano, in particolare nella geografia dei Balcani nel Medio Oriente e nell’Africa. Creando  nuove identità, nuovi micro  gruppi etnici, religiosi e culturali continuano a spaccare queste terre. Cosi le potenze imperialsite strumentalizzano la storia.

Allora cosa si deve fare?

Non si può dire che alcuni intellettuali e politici ottomani e della Repubblica turca, contagiati dal virüs d’occidentalizzazione non hanno potuto superato il loro esame. Sono diventati le figüre della politica “divide et impera”, allontanandosi dai propri valori, culture.

 

Oggi nei paesi dominati dall’impero ottomano la situazione non è molto diversa.Gli intellettuali e politiciin questi paesi fanno lo stesso sbaglio. Balcani, Medio Oriente e Africa affrontano di più il rischio di divisione.

Di conseguenza si deve essere in pieno contatto con la storia, e il passato.Si deve rifuitare lo strumentalizzazione dells storia.

 

 

   


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