Istanbul, capitale di tre imperi

Da sempre, per chiuunque raggiunga, visiti o attraversi l’Anatolia, Istanbul è la prima tappa del viaggio.

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Istanbul, capitale di tre imperi

Istanbul è come una versione più piccola della Turchia intera.

 

La città che fu la capitale di tre imperi e il centro di due mondi è l’unica al mondo a congiungere due continenti e due mari.

 

E’ grande quanto una regione e ha più abitanti di molti Stati.

 

Da sempre, per chiuunque raggiunga, visiti o attraversi l’Anatolia, Istanbul è la prima tappa del viaggio.

 

Il padre e lo zio di Marco Polo abitavano sul Bosforo, e lì decisero di raggiungere la Cina e pianificarono il viaggio che avrebbe aperto al mondo le porte dell’Oriente.

 

Oggi è la sesta località più visitata al mondo, e per molti turisti la Turchia è Istanbul.

 

Naturalmente non è così: l’Anatolia, la Tracia, la Regione del Mar Nero, sono regioni diverse tra loro e molto diverse dalla città sul Bosforo.

 

Ma la metropoli di ben quattordici milioni di abitanti rappresenta l’anima di tutta la Turchia, con una popolazione immigrata da tutte le parti del Paese e duemila anni di storia che raccontano tutte le vicissitudini della sua terra.

 

Il Museo di Aya Sofya, forse il suo monumento più famoso e più visitato, rappresenta bene la storia della città.

 

Quando fu costruita era la più importante basilica bizantina e il culmine dell’architettura greca, e divenne il simbolo e il centro dell’Impero Romano d’Oriente.

 

Aghia Sophia, in Italiano, si traduce Sapienza Divina e non “Santa Sofia”. Era dedicata alla Saggezza di Dio che doveva guidare gli uomini e gli Imperatori, nel loro percorso terreno. Le chiese di Aghia Irene, la “Pace di Dio” e di Aghia Dinamis”, la “Forza di Dio” completavano la triade di Chiese Ortodosse che circondavano i palazzi Imperiali.

 

Dopo la caduta di Istanbul "Costantinopoli" d'allora , conquistata dai Crociati guidati dai Veneziani, nel 1204, divenne una cattedrale cattolica, per ritornare brevemente chiesa ortodossa con la restaurazione bizantina.

 

Quando Mehmet II Fatih, il Conquistatore prese definitivamente la città e ne fece la capitale del suo nuovo Impero, il prestigio della Basilica era tale che fu la Chiesa dell’Aghia Sophia, non il cadente Palazzo Imperiale, il simbolo della conquista: Patriarcato Ortodosso fu spostato nella Chiesa dei Santi Apostoli.

 

Aya Sofya diventò la moschea principale dell’Impero Ottomano, ma danneggiata dal tempo e dai terremoti, la sua famosa cupola sarebbe crollata poco dopo se Mimar Sinan, il più famoso architetto Ottomano, non l’avesse restaurata e modificata, rinforzandola con contrafforti.

L’architettura di Aya Sofya diventò il modello per le moschee ottomane, le più belle del mondo islamico, i cui esempi più celebri si trovano, ovviamente, a Istanbul.

 

La Moschea Suleimaniye, opera di Mimar Sinan, è quella che disegna la “skyline” della penisola di Istanbul, mentre la Moschea del Sultano Ahmet, la famosa Moschea Blu si trova a pochi passi dall’Aya Sofya ed è conosciuta da tutti.

 

Ma altre, meno famose per i turisti, sono altrettanto belle e importanti: la Moschea di Eyup, in fondo all’Haliç, dove è sepolto Eyup Bey, compagno del Profeta che morì durante l’assedio arabo di Istanbul  è quella dove si incoronavano i Sultani.

 

La barocca moschea di Ortaköy, all’ombra del ponte sul Bosforo, è un soggetto preferito di fotografi e pittori, e di turisti e semplici cittadini che vanno a godersi i ristoranti a base di pesce della zona.

 

Proseguendo verso il Mar Nero, lungo le coste del Bosforo, si trova il secondo ponte e le fortezze ottomane, Rumeli Hiasri e Anadolu Hisari, che permisero di controllare il traffico sul Bosforo.

 

Prima del Mar Nero c’è Sariyer, la municipalità più settentrionale di Istanbul, famosa in tutto il Paese per il suo börek. E’ un villaggio di pescatori, che usano un antico sistema di reti particolari per catturare i banchi di pesce che scendono dal Mar Nero lungo il Bosforo.

 

Discendendo il Bosforo dal lato opposto, ormai in Asia, si incontrano ancora ville e lussuosi padiglioni che sultani, paşa e ambasciatori raggiungevano sui loro kayik, le eleganti barche a remi che attraversavano lo Stretto.

 

All’inizio del Mar di Marmara, si trova la stazione di Haydar Paşa, da dove la ferrovia proseguiva attraverso l’Anatolia fino a Baghdad. Dal lato europeo l’Orient Express congiungeva la stazione di Sirkeci, vicino al Palazzo del Top Kapi, con Parigi e Londra, ma attraversato il Bosforo era Haydar Paşa ad aprire le porte dell’Asia.

 

Nei pressi di Haydar Paşa c’è anche un’altra attrazione, poco conosciuta ma importante nella storia dell’Umanità: nella ex caserma di Selimiye, Florence Nightingale soccorreva i feriti della Guerra di Crimea. Oggi è un museo dedicato a lei e alla suo opera pietosa.

 

Ma il turismo a Istanbul non è solo Storia e monumenti: è l’unica città al mondo dove ogni anno si puo correre una maratona tra due continenti, che attira decine di migliaia di persone.

In fondo, in una città così unica, ogni straniero o Turco che decida di esplorarla può scegliersi il tipo di turismo che desidera, scoprendo attrazioni sconosciute e importanti solo per lui.

 



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