Francia, Twitter e suo direttore vengono processati per complicità nella diffamazione del pubblico

Il pubblico ministero Philippe Toccanier ha chiesto al tribunale di condannare Twitter e Viel ad una multa massima di 75 mila euro, per essere "dannoso per la pace pubblica, il buon funzionamento della società francese"...

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Francia, Twitter e suo direttore vengono processati per complicità nella diffamazione del pubblico

In Francia, il social network Twitter ed il suo direttore nel Paese, Damien Viel sono sotto processo per complicità nella diffamazione del pubblico, non aiutando la giustizia.

In Francia, il tribunale di Versailles ha processato ieri Twitter e Diel per "complicità nella diffamazione" e "rifiuto di rispondere ad una richiesta ufficiale", in quanto non hanno condiviso con le autorità le informazioni di due utenti di Internet che hanno paragonati i controlli della polizia durante il coprifuoco messo in atto a causa del Covid-19 alle “pratiche naziste”.

Il pubblico ministero Philippe Toccanier ha chiesto al tribunale di condannare Twitter e Viel ad una multa massima di 75 mila euro, per essere "dannoso per la pace pubblica, il buon funzionamento della società francese" e "una rete antisociale in cui si perde la tolleranza".

Inoltre, Toccanier ha sostenuto che il quartier generale di Twitter, Twitter Inc. ha rifiutato "volontariamente" di fornire le informazioni richieste entro il termine stabilito dal tribunale francese, violando così la legge.

Mentre il direttore accusato Viel, a sua difesa in giudizio, ha evidenziato che Twitter France non archivia i dati e che i dati degli utenti vengono archiviati e elaborati presso Twitter Inc. in Irlanda.

"Sono responsabile dello sviluppo economico di Twitter e nient'altro è di mia responsabilità", ha affermato Viel precisando che non è il direttore generale, ma ha lo status di rappresentante del Paese.

L'avvocato di Viel, Karim Beylouni, ha sottolineato che le informazioni richieste dalla Procura dipendono dalla buona volontà di Twitter International, che è al di fuori della giurisdizione della Francia ed è libera di collaborare o meno.

Il tribunale ha rinviato la sua decisione finale all'udienza del 21 marzo.



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