Un articolo di "Berner Zeitung" rileva le torture di PKK nel territorio della Svizzera

Il giornalista Pelda di “Berner Zeitung”, con sede nella capitale Berna, nel suo articolo intitolato "Tortura nella cantina di una pizzeria a Bienne", ha toccato anche i rapporti tra le autorità svizzere e PKK...

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Un articolo di "Berner Zeitung" rileva le torture di PKK nel territorio della Svizzera

Il giornalista svizzero Kurt Pelda ha scritto delle torture commesse da 6 membri dell'organizzazione terroristica separatista PKK/KKK in Svizzera, contro un pizzaiolo, accusato di essere una spia.

Il giornalista Pelda di “Berner Zeitung”, con sede nella capitale Berna, nel suo articolo intitolato "Tortura nella cantina di una pizzeria a Bienne", ha toccato anche i rapporti tra le autorità svizzere e PKK.

Secondo il giornalista svizzero, la vittima delle torture, il cui nome è stato cambiato in Aydın K., è stata interrogata per più di sei ore dai sei terroristi del PKK e minacciata di morte.

Mente nell’atto d'accusa redatto dalla procura regionale, si afferma che 6 membri di PKK avevano commesso "trattamenti brutali", "torture", "confessioni forzate" e "picchiato" Aydın K. nella cantina di un ristorante nel maggio 2019.

La ragione di tutto ciò è stata l'accusa che Aydın K avesse denunciato un proprietario di un ristorante, membro di PKK, che era stato arrestato in Turchia, cosa che Aydın K. ha negato.

Secondo l'accusa, i sospettati hanno rinchiuso Aydın K. nella cella frigorifera della pizzeria due volte per circa 10 minuti, lo hanno ripetutamente minacciato "di rompergli tutte le ossa e di lasciarlo nel congelatore fino al giorno successivo", e lo hanno intimidito mostrandogli delle foto dei suoi figli.

Il giornalista Pelda ha riferito che 4 delle 6 persone che preso parte alla tortura sono state processate, mentre Deniz D. e un'altra persona non identificata sono fuggiti dal Paese.

Il giornalista svizzero descrivendo "discutibili" le misure di sicurezza adottate dalle autorità svizzere in questo caso, ha ritenuto le autorità svizzere responsabili della fuga di Deniz D., uno dei capi dell’organizzazione, e di un altro terrorista.

"Uno dei torturatori non identificati e Deniz K. sono in fuga. Non è stato per caso. Un'autorità federale, furiosa per l'incidente della pizzeria, ha la 'leadership svizzera' di PKK e li ha avvertiti. Di conseguenza, Deniz D. ha rapidamente fatto le valigie ed è fuggito all'estero. Il pubblico ministero incaricato di Bienne ha emesso un solo mandato d'arresto nazionale all'inizio, quindi Deniz D. è riuscito a scappare. Ci sono molte indicazioni che le autorità svizzere non vogliono esporre apertamente il PKK in questo caso", si legge nell'articolo del quotidiano svizzero Berner Zeitung.



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