Ronaldo: "Se avessi voluto firmare per un club per soldi sarei andato in Cina"

“E’ stata una buona scelta, riuscita. Ho fatto tante cose buone a Madrid, ho vissuto dei momenti incredibili che ricorderò per sempre, con compagni di squadra che sono stati molto preziosi per me così come lo sono stati i tifosi. Ma dopo nove anni era il

Ronaldo: "Se avessi voluto firmare per un club per soldi sarei andato in Cina"

“Se avessi voluto firmare per un club per soldi sarei andato in Cina, dove mi offrivano il quintuplo"

Lo ha detto  Cristiano Ronaldo parlando alla  rivista France Football.

"Non sono venuto alla Juve per soldi, guadagnavo lo stesso a Madrid se non di più. La differenza è che la Juve mi voleva davvero, me lo ha detto e me lo ha dimostrato”. E cosi ha detto Ronaldo specificando la sua scelta fatta in estate  lasciando il Real Madrid per vestire la maglia di bianconera.

 “E’ stata una buona scelta, riuscita. Ho fatto tante cose buone a Madrid, ho vissuto dei momenti incredibili che ricorderò per sempre, con compagni di squadra che sono stati molto preziosi per me così come lo sono stati i tifosi. Ma dopo nove anni era il momento di cambiare club e andare altrove”.

“Sentivo che all’interno del club, soprattutto il presidente, non mi consideravano come all’inizio. Nei primi 4-5 anni sentivo di essere Cristiano Ronaldo, poi meno. Il presidente mi guardava come se non fossi indispensabile, non mi ha mai visto se non come un rapporto d’affari e non mi ha mai detto qualcosa che venisse dal cuore. Questo mi ha fatto riflettere sulla possibilità di andare via. E quando circolavano notizie sul fatto che volessi andare via, avevo l’impressione che Perez non me lo avrebbe impedito”.

Ronaldo che ha vinto per la sesta volta il Pallone d’Oro durante la sua carriera ha aggiunto:  "Vincerlo non è un’ossessione anche perché so già, nel mio cuore, di essere uno dei migliori giocatori della storia. Ma ovviamente voglio vincerlo, mentirei se dicessi il contrario. Lavoro per quello, per segnare gol e vincere le partite, senza che sia un’ossesione. Ma sì, penso di meritarlo”.

 



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