AGENDA. USA ritirano dalla Siria

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AGENDA. USA ritirano dalla Siria

Il 19 dicembre, Donald Trump aveva annunciato in un messaggio su Twitter: “I nostri ragazzi, le nostre giovani donne, i nostri uomini, stanno tornando tutti e stanno tornando adesso. Abbiamo vinto.”  Poco dopo, la portavoce del Pentagono, Dana White, aveva dichiarato: “Abbiamo avviato il processo di rimpatrio dalla Siria delle truppe statunitensi e passiamo alla fase successiva della campagna.” Dopo L’annuncio di Trump l’equilibrio nel paese è cambiato. A questo punto gli occhi sono rivolti alla Turchia  Le forze armate turche hanno distrutte alcune basi dei terroristi  a nord Iraq.

Il 19 dicembre, Donald Trump aveva annunciato in un messaggio su Twitter: “I nostri ragazzi, le nostre giovani donne, i nostri uomini, stanno tornando tutti e stanno tornando adesso. Abbiamo vinto.”  Poco dopo, la portavoce del Pentagono, Dana White, aveva dichiarato: “Abbiamo avviato il processo di rimpatrio dalla Siria delle truppe statunitensi e passiamo alla fase successiva della campagna.” Cosi ha annunciato  Trump il ritiro delle truppe americane dalla Siria. Poco dopo L’annuncio il capo del Pentagono  Jimm Mattis e L’inviato speciale degli USA per la lotta contro Daesh Brett McGurk si sono dimessi. Inoltre i membri del PKK/YPG hanno criticato la decisione di Trump  dicendo  di esser stati accoltellati alla schiena.

Adesso si deve fare la domanda chi prenderà il posto degli USA dopo il  ritiro. La Turchia entrerà nei luoghi vicini al suo confine per eliminare i terroristi del PKK/YPG però la Russia possa permettere all’ingresso dell’YPG sostenuto anche dal regime di Assad e dallI’Iran. Sin dalla sua creazione  si sà il legame tra PKK e il regime di Assad che lo ha cnsegnato tre regioni al confine con la Turchia. Quando ha chiesto autonomia in queste regione il regime di Assad l’ha rifuitata.

 Per poter impoedire ad un eventuale accordo tra YPG e regime siriano, la Turchia  dovrebbe monitorare assiem al doverno USA il  processo di ritiro. In merito a questo processo il presidente americano ha detto lo seguente:

 Originariamente dovevamo stare lì per tre mesi, e questo accadeva sette anni fa, non ce ne siamo più andati. Quando sono diventato presidente, l’Isis era fuori controllo. Ora l’Isis è in gran parte sconfitto e altri Paesi dell’area, compresa la Turchia, dovrebbero riuscire facilmente ad occuparsi di quel che ne rimane”. “Ce ne torniamo a casa!”, conclude Trump.

 

 


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