Prospettiva Globale 1

Perspettiva d’Istanbul...

Prospettiva Globale 1

Cari ascoltatori in questo nuovo programmo visiteremo molti posti e tratteremo molti argomenti… A volte porteremo all'ordine del giorno i Balcani, il Medio Oriente, il Caucaso, l'Africa, la nostra geografia del cuore. A volte, daremmo orecchio alle gride delle geografie oppresse in Palestina, in Crimea, ad Ahiska, a Moro, ad Arakan. A volte saremo la voce di una famiglia in Europa che viene portata via il bambino, di un immigrato che è escluso dall'Occidente, di un giovane che cerca di trovare una via per non perdersi. Indipendentemente dal lingua, dalla religione, dal colore, dalla razza, faremmo chiamata alle persone cosciente del mondo che sono preoccupate per l’umanità. Perché la tendenza in Occidente è molto preoccupante.

Però in ogni caso cercheremo di guardare la Turchia più dal mondo. Tratteremo non i problemi della Turchia ma i problemi del mondo in Turchia. Spesso intrappolati nell'agenda interna del Paese dimentichiamo gli sviluppi globali. Essere occupati con l’agenda interna costantemente può impedirci di vedere gli sviluppi nel mondo, il valore che ci attribuiscono l'umanità e la nostra geografia del cuore. Il patrimonio che abbiamo ereditato ci costringe di alzare la testa, vedere cosa sta succedendo nel mondo e mantenere fresche le speranze verso la Turchia.

Allora, dove metteremmo la nostra proiezione su queste linee e da dove guarderemo al mondo?

Oggi nel mondo ci sono tre problemi fondamentali, ingiustizia, non condivisione (ingiusta) e non convivenza con le culture diverse… Tutti i problemi e le difficoltà dell'umanità possono essere raggruppati sotto questi tre problemi. Bene, c'è qualche esperienza dell'umanità che potrebbe risolvere questi tre problemi fondamentali? Una tradizione che distribuisce la giustizia, che pensa al suo vicino che sia di qualunque lingua, religione, razza e colore? Se l'umanità abbia una tale tradizione, passeremo attraverso quella tradizione che è stata testata e ci porterà saluti non attraverso idee non testate in cui non sappiamo dove ci porta.

In termini di giustizia, condivisione e pluralismo, il percorso che possiamo ottenere dalla civiltà occidentale è probabilmente limitato. La nostra civiltà può darci molta più guida in queste materie. La marcia di mille anni da Horasan ai Balcani, è come una lanterna marina che possa illuminare il nostro modo di risolvere i problemi che affrontiamo.

Da questo punto di vista, cento anni fa, si può dire che Istanbul è stato uno dei luoghi più globali in termini di umanità. In ambienti in cui coesistono le differenze di qualsiasi pensiero / ideologia / comprensione, si può guadagnare più profondità, non solo in ambienti rurali in cui gli individui vivono da soli o in piccoli spazi. Perché queste idee hanno il potenziale di rafforzarsi nell'ambiente delle differenze e delle contraddizioni. In questo contesto, Istanbul durante la monarchia costituzionale, primo e nella nostra storia recente è stato un luogo in cui molto diversi pensieri hanno potuto vivere insieme e queste idee hanno potuto esprimersi facilmente. Istanbul è un ambiente in cui le componenti degli elementi musulmani dell'Impero (turco, arabo, curdo, albanese, bosniaco ...) e non musulmani (cristiano, ebreo, armeno ...) hanno potuto coesistere insieme. Per questo motivo non è una profezia prevedere che Istanbul possa avere un accumulo che permette di discutere i problemi di oggi in modo più dettagliato.

Come indicatore di un crollo della nostra civiltà nel 20esimo secolo, gli intellettuali turchi furono molto influenzati dalla civiltà occidentale. Nei periodi più vicini, sono stati ispirati da movimenti riflessivi in paesi come l'Egitto, l'Iran e il Pakistan. Non c'è dubbio che seguendo i progressi in Occidente e Oriente, conoscere le diverse idee e valutarle è un guadagno. Ma non si può dire che gli intellettuali turchi, che seguono i progressi di questi paesi, possano analizzare sufficientemente Istanbul e i problemi in cui le differenze coesistono ampiamente e dove possono osservare la più ampia profondità riflessiva. Sfortunatamente, con il periodo della Repubblica non è stata ancora sufficientemente sollevata la coperta su Istanbul.

Da oggi quanti paesi sono dove le persone vivono liberamente con le loro identità e dove non discriminano o in quanti paesi sono interessati ai problemi di persone provenienti da altre aree geografiche. Pertanto, si può dire che Istanbul è l'esperienza più vicina e più appropriata per risolvere i problemi attuali. Questa esperienza è lì come un faro coperto per far brillare tutti i problemi che affrontiamo. Forse "la fermata della civiltà" menzionata dal famoso storico Arnold Joseph Toynbee è l'esperienza di Istanbul. Istanbul, che ha l'esperienza dell'Occidente e dell'Oriente dal periodo "non-stop", può guidarci nella soluzione dei problemi attuali. Ma ora siamo rotti da questa esperienza su larga scala. Dobbiamo restituirlo di nuovo e dobbiamo andare da lì.

Questo articolo è un viaggio come quello. Queste linee saranno tradotte in più lingue al fine di trovare una soluzione ai problemi globali alla luce della scoperta di questa profonda esperienza.

Qualunque sia la tua lingua, religione, colore e fede, se dici che sono qui per questa marcia globale, marciamo insieme. La nostra strada è lunga, ma il nostro tempo è limitato ...

Prof. Dr. Kudret BÜLBÜL,  il decano della Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Yıldırım Beyazıt ad Ankara.



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